mercoledì, 27 gennaio 2010

Omaggio a Carmelo Salanitro

Pubblichiamo una pagina tratta dal diario di una vittima dei campi di sterminio. È la testimonianza di un intellettuale siciliano, il prof. Carmelo Salanitro (Adrano, 30 ottobre 1894 – Mauthausen, 24 aprile 1945), che fu esponente del Partito Popolare Italiano. La sua travagliata carriera di docente, perseguitato dal regime fascista, si concluse nel Liceo Classico “M. Cutelli” di Catania. Arrestato nel 1940 e condannato dal Tribunale speciale, Carmelo Salanitro morì, per mano nazista, a Mauthausen, alla vigilia della liberazione.

Sarebbe bene che queste parole  le scolpissimo  nel nostro cuore. Oggi e sempre !

 

Anno 1931, 28 ottobre

 

Oggi mercoledì si entra nel 10° anno del regime fascista. Oggi compiono nove anni esatti da che il 28 ottobre 1922, ha avuto inizio una farsa che non potrà avere se non uno scioglimento tragico. Da oggi imprendo a parlare, per mezzo di questo diario, con me stesso; poiché siamo ridotti a tale, che anche con qualche amico fidato,se tu vuoi parlare delle cose del tuo paese, devi abbassare il tono della voce e guardare circospetto intorno alle pareti mute che ti circondano. Domiziano, Tiberio e i Borboni sono ormai vendicati da questo governo fascista che da diversi anni tortura i cervelli delle persone oneste e coerenti e smunge le tasche di tutti, specialmente dei poveri e degli umili, straziando e desolando il paese intero.

Imbavagliata e resa muta la stampa libera e indipendente dalle Alpi alla Sicilia, è un’invasione di giornali asserviti e aggiogati al Governo, i quali ogni giorno non fanno altro, riuscendo a una esasperante monotonia, che ricantare le lodi e gli osanna di Mussolini […].

Sciolte le associazioni contrarie al fascismo, […] è rimasto in piedi un mastodontico e inutile […] organismo che usurpa il nome di partito, ma è meglio definirlo una specie di cloaca dove sono andati a trovare il loro posto naturale tutti gli elementi torbidi, disonesti e marci che, sparsi prima un po’ qua e un po’ là nelle diverse frazioni del mondo politico, adesso sono schierati nei ranghi del cosiddetto partito Fascista, dove raccolti e riuniti, laddove per l’innanzi erano sparpagliati, hanno formato numero e, costituendo la principale piattaforma di un partito dal programma caotico, incerto, vago, si sono infiltrati dovunque nelle amministrazioni, negli uffici, nei posti di comando, dove hanno portato la loro incapacità che è superata soltanto dalla loro insaziata voracità[…].

Questi sono i capi e gli ufficiali, l’esercito è formato da uomini che si sono iscritti chi per tornaconto, chi per calcolo, chi per paura, altri poi perché hanno veduto dare l’adesione a tanti prima di loro[…].

Di tutti gli iscritti nelle varie fila del cosiddetto P.N.F. se un giorno o l’altro la situazione attuale potesse mutare e questo Regime inviso a tutti cadesse, non ci sarebbe uno solo il quale impiegherebbe più d’un minuto a spezzare il distintivo e a stracciare la tessera. Ma finché si reggerà, la maggior parte sopporterà in silenzio di farne parte e tollerare tutte le angherie e i soprusi e le sistematiche spoliazioni. […]

 

C.Salanitro, Pagine dal diario (a cura di R. Mangiameli), Catania 2005

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